SOPRATTUTTO EMOZIONI
ORLY
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La mia massima aspirazione è quella di riuscire a scrivere poesie che abbiano la stessa profondità e la stessa forza delle canzoni di Jacques Brel. Questa canzone immagino sia stata scritta da Brel in una piovosa domenica mentre verosimilmente stava aspettando Gilbert Becaud (citato nel testo) all’aeroporto di Orly. In mezzo a migliaia di persone lui vede soltanto un uomo e una donna che stanno per separarsi e ne descrive ogni movimento, ogni espressione, immaginando le loro parole e i loro sentimenti in un crescendo emotivo di una forza dirompente. Peccato che nella traduzione del testo si perdano la musicalità, le assonanze e i giochi di parole in cui Brel è sempre stato maestro. Chi avrà la voglia e il tempo di seguire attentamente questa canzone (5 minuti della vostra vita) potrà dire di aver vissuto un’emozione di rara intensità - Rudomont
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Ils sont plus de deux mille |
Sono più di duemila
ma io vedo solo quei due
Sembra quasi che la pioggia
li abbia saldati uno all'altro
Sono più di duemila
ma io vedo solo quei due
E io lo so che parlano
lui deve dirle ti amo
lei deve dirgli ti amo
Credo che stiano cercando
di non promettersi nulla
Quei due sono troppo magri
per essere disonesti
Sono più di duemila
ma io vedo solo quei due
E bruscamente lui piange
piange a dirotto
Circondati come sono
da gente grassa e sudata
da divoratori di speranza
che li guardano ammiccando
Ma questi due esseri straziati,
orgogliosi del loro dolore
lasciano ai cani
l'impresa di giudicarli
La vita non fa regali
In nome d’iddio è triste
Orly la domenica
con o senza Bécaud
E adesso piangono
intendo dire tutti e due
poco fa invece era lui
quando dicevo "egli"
Così incastrati come sono
non sentono nient’altro
che i singhiozzi dell'altro
e poi…
e poi infinitamente
come due corpi che pregano
infinitamente, lentamente
questi due corpi si separano
e separandosi
questi due corpi si lacerano
e io vi giuro che gridano
E quindi si riprendono
ridiventano uno solo
ridiventano il fuoco
e quindi si lacerano ancora
Si tengono con gli occhi
e poi indietreggiando
come il mare lui si ritira
consuma l'addio
gocciola alcune parole
agita la mano ondeggiando
E bruscamente fugge
fugge senza voltarsi
e quindi scompare
inghiottito dalle scale
La vita non fa regali
In nome d’iddio è triste
Orly la domenica
con o senza Bécaud
E quindi lui scompare
inghiottito dalle scale
E lei… lei resta là
cuore in croce, bocca aperta
senza un grido, senza una parola
Adesso conosce la morte
l’ha appena incrociata
Ecco che si volta
e si volta ancora
Le sue braccia cadono a terra
sembra avere mille anni
La porta si è chiusa
eccola senza luce
Lei gira su stessa
e già sa
che girerà per sempre
Aveva perduto degli uomini
ma adesso ha perso l'amore
L'amore glielo ha detto
ecco, di nuovo inutile
Ora vivrà di progetti
che non faranno che aspettare
Eccola di nuovo fragile
prima di essere da vendere
Io sono là, lo sono
e non oso fare nulla per lei
che la folla sta brucando
come se fosse un frutto.
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